CONVENZIONE, SMI: CONFERMATO LO STATO DI AGITAZIONE
COMUNICATO STAMPA
RINNOVO CONVENZIONE DI MEDICINA GENERALE, SMI: LE POSIZIONI CON LA SISAC SI ALLONTANANO ULTERIORMENTE
FALLITO OGGI IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE
CONFERMATO LO STATO DI AGITAZIONE
Ancora un nulla di fatto, anzi per il Sindacato dei Medici Italiani (Smi) le posizioni si allontanano. Ieri si è tenuto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e la Sisac per il rinnovo dell’accordo collettivo nazionale (Acn -Convenzione) dei medici di famiglia, di continuità assistenziale, del 118 e dei servizi sul territorio. Inoltre oggi una delegazione dello Smi ha incontrato il ministero del Lavoro e la Sisac per il tentativo obbligatorio di conciliazione. Alla fine della riunione è stata confermato lo stato di agitazione.
Maria Paola Volponi, dirigente nazionale dello Smi e componente della delegazione trattante, ha confermato la protesta dei medici e ribadito le ragioni del forte dissenso: «Di male in peggio, la Sisac non ha sentito ragioni e rimane ferma su posizioni inaccettabili, non comprendiamo come si possano prendere in considerazione delle proposte così evidentemente insufficienti. Per la controparte pubblica è “prendere o lasciare”. Non è in corso una trattativa».
«Non basta – aggiunge - c’è pure un’ultima novità: si intende vincolare il già scarso 2% su base nazionale non alla quota capitaria, ma ai pazienti ultrasettantacinquenni. Un ulteriore vincolo ai medici ed una scelta che sminuisce una questione sacrosanta come quella dell’assistenza alla cronicità che, invece, ha bisogno di investimenti seri».
«Vorremmo che si recuperasse uno spirito unitario – conclude Volponi – e che si facesse fronte unico rispetto alla Sisac, invece di inseguire accordi impossibili e coltivare interessi particolari. Dobbiamo chiedere a Regioni e Governo un vero investimento sul territorio e sui professionisti che vi operano e non accontentarci di scarse risorse vincolate ad una miriade di compiti aggiuntivi: non siamo cottimisti, siamo medici.
Per tutte queste ragioni abbiamo confermato lo stato di agitazione e invitiamo ad una grande iniziativa di protesta in tutta Italia».
Roma, 4 marzo 2010